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CAP. V.

CONCLUSIONI .






          "Per quanto si risalga indietro al corso della storia e della preistoria, si trova sempre la umanita distinta in razze diverse" (1).
          "Ogni razza ha nel quadro dell'umanita compiti peculiari determinabili dalle sue qualita biologiche ed ambientali, che si estrinsecano in peculiari forme di civilta.
           Solo, sviluppando le doti intrinseche ed evitando ogni assurdo livellamento, puo raggiungersi una feconda collaborazione fra i diversi gruppi razziali del genere umano"(2).
           "Come   esiste   una individualita    morfologica delle razze umane, cosi ne esiste una psicologica culturale.
           I popoli pensano, creano, agiscono  sopra un piano comune, in cui tuttavia le condizioni di razza e di  ambiente recano il segno di peculiari elementi distintivi"(3).
           Premessi tali aforismi della dottrina ra:zziale, proseguiamo affermando che non solo ogni nazione ma ogni distretto abitato e costituito provvidenzialmente di varie razze, ognuna delle quali ha un compito peculiare (4).
           Se tutti vi fossero di puro sangue giapetico, avremmo statisti, amministratori, condottieri ; se vi abitassero i soli semiti commercianti, finanzieri, costruttori, come e donde essi trarrebbero materia per la propria attivita?
           Chi formerebbe le masse combattenti, chi le masse agricole ?
           Quando le stirpi rurali anarie risalenti alla preistoria si trovarono in Italia pressoche distrutte alla fine dell'impero d'Occidente, le stirpi pannoniche, fra le quali prevalsero i Bulgari, ne presero definitivamente il posto.
            I documenti confermano semprepiu che questi st fissarono dove erano stati Etruschi, Iapigi e Messapi.
           Quando persecuzioni religiose li rimossero dal Tavoliere di Foggia (5) questo torno campo malsano ed infruttuoso.
           Chi sa quante volte essi non ebbero il progetto di derivare dalle sorgenti di Irpinia corsi per irrigare il gran piano pugliese e dissetarne gli abitanti.
           Da un computo sommario possiamo contare in Italia oltre 700 centri abitati fra piccoli e grandi di origine bulgara con una media d'anime di 2.000 per ciascuno.
          Otteniamo cosi un totale di 1.400.000.
          Ma tenuto conto degli elementi sparsi per gli altri centri ci avviciniamo alla cifra di 3.000.000.
          La zona distrettuale di Abbiategrasso e le provincie di Campobasso, Benevento ed Aquila sono rappresentate per oltre un decimo di tale cifra.
          Per quanto ci risulta nel Molise le famiglie originarie si sono conservate senza eccezione tenacemente agricole (6).
          Industriali, commercianti ed artigiani vi risultano immigrati per lo piu dalla Campania.
          Riferiamo le parole del Pezza, dell'unico scrittore, che ha valutato le immigrazioni in discorso dal punto di vista etnologico: "Minoranze dominatrici dominate dal fascino della civilta della maggioranza indigena politicamente aggiogata ed abulica, quasi prostrata a terra sotto il peso delle grandi reminiscenze imperiali !
           Vittoria singolare dei vinti ! Anche i Bulgari, come gli altri invasori, batterono le eguali vie del destino : impresero a cristianizzarsi ed a romanizzarsi, a subire il sedicente risucchio dell'assimilazione italiana.
           I Bulgari non avevano soltanto per apporto il semplicismo ed il peso morto della loro ingenuita zotica e barbara.
           Nel risucchio assimilatore essi ripagarono la multiforme nuova dignita dell'ascensione con l'immissione del sangue nuovo tra verginale e selvaggio, del dinamismo fisico e dello spirito guerriero nelle nobili esauste vene del decadenie abbacchiato italiano alto medievale, sperimentando ancora una volta la potente virtu della universalita di Roma (7).
           Ma "la pluralita dei tipi, la persistenza e reviviscenza loro non si considerano un danno ed una remora per le nostre finalita nazionali ...E la nazione dalle molte vite ...; tessuto vario; che nei suoi riflessi si volge ora all'uno ora all'altro colore, e tanto piu risalta ricco d'aspetti e di luminosita quanto piu numerose e cangianti sono le fibre del suo contesto...
          "Individui di differenti stirpi, se non di razze, si troveranno in certi punti della loro mentalita piu prossimi che non lo siano uomini di una medesima razza, i quali abbiano vissuto in un diverso ambiente di cultura" (8).
            Lo stanziamento deiu Bulgari fra noi ha determinato l'odierno aspetto rurale in modo predominante. E la ruralita e la principale causa di conservazione e di grandezza di un popolo.
            Essa rende l'uomo religioso, morale, nonche validamente riproduttore ; e ne fa per i giorni della lotta il milite piu valoroso e disciplinato.
Nell'ultima grande guerra i discendenti di Altzek del Molise e degli Abruzzi diedero il maggiore contributo di sangue (9).
            Quando la ruralita si unisce alla cultura, menti non usurate da tare, in tutti i campi dello scibile, danno manifestazioni eccezionali (10).
            Italia, Ungheria e Bulgaria conserveranno per secoli questo sacro palladio della loro esistenza per merito di una stirpe comune e d'ambiente presso che uniforme.
            Il Prof. Rohrbacher di Vienna ci parla per l'umano cervello di radiazioni alfa vegetative e di radiazioni beta psicosensitive, per le quali si produrrebbero le telepatiche rispondenze in rapporto alle affinita familiari e razziali (11).
            Non i certo senza una base anatomo-fisiologica che Italiani, Ungheresi e Bulgari abbiano nel passato avuto i medesimi fremiti di riforma e di riscossa nelle chiese e negli ordinamenti politici e sociali ; e che siano scesi in lotta sotto lo stesso vessillo. Qualche decennio fa violenze artifiziose li tennero in campi avversari. Ma gia i loro cuori tornano a battere all'unisono ; e le loro menti convengono in un concorde programma di rivendicazioni e di scambi culturali. Gia per essi tutti scocca l'ora della vittoria.

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(1) G. L.: "Antichita delle differenze di razza". In Difesa della razza. A. I, n. 3, p. 20.

(2) BUSINCO L.: riv. cit., A. II, n. 13.

(3) BUSINCO L.: riv. cit., A. II, n. 10.
Nel n. 15, a. 3 della citata rivista lo scienziato tedesco Ludwig Claus nell'art. "Non si puo parlare ragionevolmente della razza?", combatte validamente gli esclusivismi troppo in voga e conclude: "Il popolo tedesco e formato di piu razze, tra le quali, certamente, ha maggiore peso la nordica. Cosi il popolo italiano e formato di piu razze, tra le quali ha maggiore peso la mediterranea".

(4) D'AMICO V.: op. cit., pag. 84. - Idem: "Gli Aruspici in rapporto alla questione etrusca". Ed. Petrucciani, Campobasso, 1937, pag. 18.

(5) D'AMICO V.: op. cit., pag. 48.

(6) Abbiamo eseguite le ricerche nei libri dei fuochi del grande archivio di Napoli e negli stati d'anime degli archivi parrocchiali.

(7) PEZZA F.: op. cit., pag. 37-38.

(8) PULLE F.: "Italia : genti e favelle" , V. II, part. II, p. 562-564.

(9) PULLE F.: op. cit., vol. II, parte II, p. 565-570, Atlante Tav. 57.

(10) Per i Bulgari d'Italia verra cio dimostrato in altro scritto.

(11) Le Forze Sanitarie. A. VI, n. 7, pag. 546.
 

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